I noduli tiroidei sono delle masse di forma tondeggiante o ovale, che si presentano sulla ghiandola tiroide e nella maggior parte dei casi hanno una natura benigna. Solamente in rari casi tali noduli possono essere maligni. Queste formazioni si presentano in modi diversi: o sono piene di liquido o presentano del materiale solido all’interno.
Si possono localizzare poi in qualsiasi zona della tiroide, sia negli strati più profondi che in quelli più superficiali della ghiandola. Infine, possono comparire da sole, quindi come nodulo singolo o in forma multipla, ovvero come due o più noduli.
Facciamo però un passo indietro e capiamo cos’è la tiroide.
La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla che si trova nella parte anteriore del collo. Nello specifico negli uomini è situata sotto il pomo d’Adamo. In ogni caso non si riesce a percepire al tatto. Il compito della tiroide è quello di produrre gli ormoni tiroidei che hanno la capacità di regolare molti meccanismi nell’organismo umano tra cui il metabolismo, la temperatura corporea, il battito cardiaco, la sintesi proteica e molto altro.
Cause della formazione dei noduli tiroidei
Al momento non è ancora chiara la causa precisa che può portare alla formazione dei noduli tiroidei. Anche se nel corso degli studi i medici associano spesso una carenza di iodio con patologie correlate alla tiroide.
Sintomi dei noduli tiroidei
Di solito i noduli tiroidei sono asintomatici. Anzi, spesso si scoprono durante un esame di routine, facendo una TAC o un’ecografia nella zona del collo, ma per altri motivi.
Raramente si può avvertire dolore al collo, alla mascella o all’orecchio. Inoltre, se il nodulo è grande o in posizioni scomode può comprimere la trachea o l’esofago causando difficoltà a respirare, deglutire o una sensazione di solletico alla gola.
Inoltre, alcuni noduli tiroidei possono influenzare l’attività ormonale della tiroide causando i disturbi tipici dell’ipotiroidismo o dell’ipertiroidismo.
Come diagnosticare i noduli tiroidei
Se i noduli tiroidei sono superficiali o abbastanza grandi e non troppo in profondità si riescono anche ad individuare con la palpazione della tiroide. In ogni caso è sempre opportuno rivolgersi ad un medico, anche se spesso la natura di tali noduli è benigna.
Tra gli esami strumentali l’ecografia rappresenta una metodica semplice e non invasiva che al tempo stesso permette di riscontrare anomalie tra cui noduli, cisti o tumori e di poter distinguere se siano di natura benigna o maligna, potendo misurare le dimensioni, analizzarne i margini e la struttura interna, così come la vascolarizzazione con lo studio eco-color-doppler.
Si tratta di un esame che l’endocrinologo in genere richiede nel caso in cui riscontri una crescita della tiroide o un’alterazione dei valori di laboratorio.
Inoltre, l’ecografia tiroidea è utile anche per monitorare la ghiandola in caso di ipotiroidismo o ipertiroidismo.
Per effettuarla non è necessario prendere alcuna precauzione ed è indicata anche per le donne in gravidanza. La sua durata è di circa 15 minuti e l’esito è immediato.
Oltre all’ecografia tiroidea è opportuno anche effettuare una visita endocrinologica, eseguire i test di funzionalità tiroidea tramite un prelievo del sangue, l’agoaspirato in caso di noduli sospetti, la scintigrafia tiroidea o la PET, e infine, la TAC nel caso in cui la tiroide sia particolarmente ingrossata.
